Viaggio in India 2018

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Silver Jubilee Celebrations Sri Kailash Ashrama
Hulkoti 26–28 gennaio 2018

 

Marioji è stato invitato a partecipare alle celebrazioni del Silver Jubilee del Sri Kailash Ashrama.

Questo il suo intervento alle celebrazioni:

Ringrazio Jayendra Swamiji per averci invitato e dato l’opportunità di conoscere il popolo indiano, le sue tradizioni, e tutte queste sante persone che, con il loro amore e la loro conoscenza, hanno accompagnato questi nostri giorni vissuti come un sogno.
Uma, una devota qui presente di Swamiji, mi ha chiesto: “Cosa ti ha detto Tiruchi Swamigal, quali insegnamenti ti ha dato?” Non ho avuto il coraggio di svelarle tutta la verità, ma solo una mezza verità.
Ora, però, vorrei raccontare a tutti quello che mi è capitato. Al primo incontro mi dice: “Devi fare un Kailash in Italia”. Io lo guardo e tra me penso: “Cosa dice questo santo?!”.
Chiama Jayendra Swamiji e lo invita a consegnarmi una statua di Sri Rajarajeshwari. Poi mi dà un mantra, uno yantra e mi esorta a dedicare ogni giorno una puja alla Madre. Quindi ci trattiene con tutto l’affetto e l’amore che una madre può avere. Dopo due giorni torniamo a casa con la statua e i compiti per casa. Ci rimbocchiamo le maniche e cominciamo.
Metto la statua della Madre sul Dhuni, dove il fuoco sacro è acceso dal 1989 per voto alla vita: “salvato da incidenti”. E, assieme ai devoti prescelti, inizia la costruzione del Kailash.
Ad ogni incontro Sri Tiruchi mi chiedeva: “Come sta la Madre?”. Io rispondevo: “Bene, bene”, senza capire.
Una mattina, sto eseguendo la puja quando mi accorgo che la statua ha assunto un colore diverso, è cambiata: mi sembra d’oro. Incredulo la porto da un amico orafo. Gli dico che è un regalo e non aggiungo altro. Lui la analizza, la fora con un trapano, controlla, e dopo alcuni giorni mi garantisce che è un regalo veramente d’oro. Vado a meditare, la Madre mi appare e mi dice: “Perché hai dubitato di me?”. Mi sono messo a piangere. Da quel giorno non ho più dubitato, anche se di cose strane, di guarigioni e fatti particolari ne sono avvenuti grazie alle benedizioni di Sri Tiruchi e, attorno a me, ne accadono di continuo.
Ora, alcune osservazioni sulla situazione dell’umanità.
È difficile credere che nel ventunesimo secolo l’uomo continui ancora ad uccidere i suoi simili, ma questa è la verità. L’ego prevarica sempre sull’amore; gli interessi e i tornaconti, purtroppo, sono prerogative umane. L’insoddisfazione regna ovunque. Cerchiamo di colmare il vuoto interiore con le cose materiali anziché rivolgere lo sguardo al nostro cuore e domandarci: “Ma sono veramente questo? Se sento una forza interiore, perché non la ascolto? Perché seguire la massa umana che si assoggetta a questa o quella corrente politica o religiosa?”.
L’amore è una cosa che dobbiamo vivere e sperimentare; tutti ne parlano, ma quello non è amore. Se ci fossero Amore vero e vera comprensione, quale madre lascerebbe andare in guerra il proprio figlio per essere ucciso o per uccidere i figli di un’altra madre?
Sono le donne che in questo secolo devono rivoluzionare la parola Amore. Allora potremo diventare esseri di luce, e in tal modo tutte le sante persone, che hanno camminato su questa terra parlando d’Amore, non avranno perso il loro tempo. Innanzi tutto Sri Tiruchi con i suoi messaggi all’umanità, perseguiti poi da Jayendra Swamiji.
Al Congresso per la Pace, a Noale, Sri Tiruchi Swamigal e altri santi hanno dato e continuano a dare messaggi di Amore e Pace. Ma l’uomo dov’è? Forse si è perso nel labirinto della mente, dimenticandosi del cuore. Speriamo che la Dea Kali, dopo averci tagliato la testa, al suo posto metta il cuore. E lo deve fare in fretta, molto in fretta. L’umanità è in pericolo.
Ho un sogno a cui credo. Sogno di donare Amore e di offrire la capacità di meravigliare ed entusiasmare. Per questo vado di Paese in Paese a portare Amore. A volte non ce ne accorgiamo, ma in ognuno passa e rimane il seme del vero Amore, senza scopi o interessi. A volte piango perché il seme muore. Sono amareggiato e deluso quando vedo situazioni di odio e mi scoraggio. Ma lentamente mi rialzo. Ho tanti “tesori” da consegnare. Ovunque può esserci Amore. Devo solo far vibrare quell’importante strumento che è il cuore. Faccio e farò del mio meglio. L’ho promesso a Sri Tiruchi e all’intera Natura. Anche se alcuni semi sono morti, mi impegnerò per tutti i semi che invece non moriranno mai.
Posso dimenticarmi di Dio, ma non posso dimenticarmi di Sri Tiruchi. Con una sola parola ha cambiato la mia vita, e quella di tutti coloro che mi ascoltano e mi seguono.
In India si dice Gurukripa Kevala, “Tutto l’Universo è il mio Guru”. Io dico, Tiruchi Swamigal è il mio Guru dopo l’universo. Come avrei potuto conoscere l’universo senza le sue benedizioni? Per questo lo ringrazio.
E ringrazio Jayendra Swamiji, mio fratello maggiore, per le sue premure e i suoi insegnamenti, per il suo Amore che dona a me e a tutti noi.
Grazie ai suoi collaboratori e a tutti quelli che lo aiutano a creare questi ashram, veri paradisi in terra.
Grazie al popolo di Hulkoti per la collaborazione e il senso di appartenenza che abbiamo colto in tutte queste persone e nel popolo indiano tutto.
Spero, anzi ne sono sicuro, che la nostra valigia tornerà con noi piena di consapevolezza, Amore ed entusiasmo per continuare il cammino e migliorarci.
Hari Om
Marioji