il Soffio n° 35

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ORA ADESSO LA MADRE CI PARLA

Non pensate a domani, al dopo, agite ora, adesso. Quando non agite o rinviate a domani, perdete potere.
Quando pensate che se non vi realizzate in questa vita sarà per la prossima, o cose del genere, pensate a Kristo che non ha mai parlato del dopo, né tantomeno della prossima vita. Ora, adesso siamo qui assieme, e vi assicuro che questa esperienza è unica, totale, pertanto non fatevi prendere dall’ansia di non farcela. Abbiamo già concretizzato e sperimentato la nostra divinità. Non giocate con l’esistenza, l’abbiamo già fatto tante altre volte. Siate responsabili di voi stessi.
Io non cerco proseliti ma vi parlo solo di amore.
È per questo che a volte non mi capite. L’amore è totalità incomprensibile, è arresa, è responsabilità di noi stessi. Essere responsabili di noi stessi significa essere responsabili del prossimo. O comprendiamo che siamo nati per essere felici, oppure continuiamo la nostra vita nel dolore e con la solita croce da portare. Impariamo a non farci distruggere: siamo il tempio del Sé divino. Non poniamo la nostra gioia nella sapienza degli esseri umani, ma nella nostra Madre divina. Lei e noi siamo uno.

Il mondo, la vita, l’amore, la morte, il passato e il presente… tutto ci appartiene di diritto. Non abbiamo nessuna colpa, nessun peccato, se non quello di aver paura di conoscere la forza misteriosa dell’esistenza. La forza è collegata all’energia innata nell’uomo, che nasce grazie a quella forza o energia sessuale, e vive e si proietta nel futuro grazie a quella forza o energia sessuale. Ma non la conosciamo e ne abbiamo paura perché è l’unica forza che ci fa capire chi siamo. Possiamo nasconderci in mille modi, ma quando abbiamo a che fare con lei, “l’energia delle energie”, non possiamo più nasconderci, siamo ciò che siamo. Più ci lasciamo andare, più raggiungiamo l’unione uomo-Dio. Tutti i freni inibitori, che generalmente ci bloccano, non ci permettono di riuscire a sperimentare la parte nascosta di noi e dell’altro.
Quando si ama, si ama al di là del sesso, e l’amore è totale, completo, unico perché sorge come il sole e la luna e genera la fusione umano-divina: D.io-Madre e Padre. Avviene così l’unità. Se sappiamo usare i cinque sensi e li lasciamo agire, essi ci porteranno alle più alte cime orgasmiche umane e divine. L’altra metà di noi diventerà noi stessi. Finalmente realizzeremo D.io-Madre e Padre in noi stessi, esseri umani e divini.

Shakti, il principio creativo, la realtà suprema, l’energia universale conosciuta con il nome di Devi, la luce splendente, in India, fortunatamente, è venerata da 20 000 anni prima di Kristo dalla civiltà Harappa nei culti della fertilità, dell’amore, della vita, della salute, dell’intelligenza, della fortuna. È sempre lei, la Devi, la grande Madre, la prima creazione, ad essere oggetto di culto.
Si nasce due volte: la prima dal grembo materno, la seconda dal rituale, puja, darshan, conoscendo e sperimentando l’innalzamento dell’energia sessuale o Kali.
Shakti e Shiva si uniscono e in un orgasmo cosmico danno vita all’intero universo. Queste due energie in realtà sono una, ed è ciò che noi umani dobbiamo realizzare. Grazie alla conoscenza e all’amore comprendiamo che siamo una unità “uomo-creazione”.
Ogni entità femminile o maschile è manifestazione di Shakti. Shakti si manifesta più fortemente nella femmina, colei che genera la vita. Nel corpo di ogni donna esistono tutti i centri di pellegrinaggio: nella yoni possiamo onorare Brahma-il creatore; nei seni Vishnu-il preservatore; nella testa Shiva-la coscienza pura. Conoscendo questo possiamo andare al di là del maschile e del femminile. Sperimentando la propria identità ci accingiamo a raggiungere l’unità, accettando sia il maschile che il femminile di ciascuno di noi, e così otteniamo la salute spirituale o conoscenza sacra.

Tutte le iniziazioni tendono ad essere perpetrate nelle grotte, in particolare dove vi si entra attraverso un tunnel, nel quale l’iniziando è costretto a camminare carponi o a strisciare. Simbolicamente è il canale di nascita e rinascita per il chela.
La yoni è rappresentata simbolicamente dal fiore di loto. E come questo non viene “sporcato” dal fango, così la stessa yoni resta pura e non viene “sporcata” da alcuna azione. La donna, nel suo ciclo e unita al ritmo lunare, genera, cosciente del suo collegamento fra il mondo di sopra, cielo-aria-etere e il mondo di sotto, terra-fuoco-acqua.
Il corpo è il teatro dove si svolge il dramma psico-cosmico-ridicolo di maya, l’illusione. È il teatro dove i chakra e i corpi sottili conducono all’unità uomo-D.io, attraverso le “esperienze della vita”.

La diffusione del culto alla Madre ha mantenuto nei millenni la libertà di autonomia della donna. Malgrado il maschilismo sfrenato delle religioni, nel profondo del cuore, uomini illuminati e donne sacre hanno custodito e tramandato questo segreto.
Chiamale streghe, sante, Devi, Madri, o altro, sono loro, le donne, che grazie alla Shakti spingono gli uomini “fra le braccia di Dio”. Chi non ha mai pregato per la propria donna nel suo intimo?! Chi non l’ha mai fatto “scagli la prima pietra”.
Ora è tempo che questa donna non sia più un oggetto, ma sia la nostra Devi, e forse la salvezza dell’umanità futura. Ricordiamo un detto di Tagore: “Lo sforzo di mille anni vale la pena pur di vincere il cuore di una donna.” Lei è sole, luna, fuoco e per metà è Shiva o Ha (lettera che in sanscrito significa Shiva).
Seduta sopra Purusha, il principio maschile, gode la penetrazione e crea nuova vita. Lei, la Devi, ha portato l’universo ad esistere. Se Shakti e Shiva sono uniti, Shiva esercita il suo potere latente per diventare D.io, altrimenti rimane in uno stato di attesa passiva. Dove la donna tende all’unità, l’uomo tende alla separazione.
Solo diventando Shiva, o uomo divinizzato, l’uomo si fonde con Devi nell’unità dell’amore. Per questo l’uomo cerca D.io con costanza, iniziando dall’esterno, da religioni, sette… La donna iniziata, invece, comprende subito la sua origine divina e a lei poco importa del resto. Lei sa che può creare l’uomo, solo lei sa che può gioire della creazione.

Nei testi sacri, sia Shiva che Krishna dicono: “Io, il Signore di tutto, senza di te sono solo un corpo”. E Krishna dice a Rama: “Senza di te sono esanime in tutte le mie azioni”. Kristo stesso senza le pie donne, Maddalena, Maria e le “sorelle”, cosa avrebbe fatto da solo con quei quattro maschilisti incalliti che tuttora ci troviamo tra i piedi?
Lei, Devi, nella forma di Durga, Kali, la fulgida energia cosmica, guardiana dell’universo, pronta ad intervenire mantenendo l’equilibrio cosmico nella interminabile battaglia fra il bene e il male, fra conoscenza e ignoranza, fra intelligenza e cultura, verità e bugia, oppressore e oppresso, lei, Devi, distrugge gli aggressori e gli oppressori del suo popolo o i suoi devoti. Accoglie il sorgere dell’amore. Se Shiva fosse sopra Devi sarebbe una possessione o violenza alla divinità.
Nel simbolismo Shivaita troviamo lei, la Devi, nella forma di yoni e lingam che rappresentano l’atto sessuale: visto con occhi umani, è una penetrazione, visto dagli iniziati e dai mistici è un sorgere. Questo è il mistero dell’energia sessuale. Se sorge è D.io, se è penetrazione è una possessione momentanea, una perdita di energia. Se sorge è uno scambio di energia, di amore e di consapevolezza. L’asana dell’atto d’amore dice tutto: lei, Devi, sta seduta sopra.

A te la comprensione suprema. Sappi che tutti i “no”, le proibizioni, l’oscurantismo, i dogmi, i sensi di colpa sono stati inventati perché tu non ti avvicinassi a questo potere innato in ogni uomo.
La caccia alle streghe era, in verità, la caccia alla conoscenza. Nessuno doveva sapere di questo potere dell’uomo. Chi ne aveva la conoscenza veniva bruciato, semplicemente perché la chiesa riteneva che bruciando il corpo si estinguesse anche lo spirito.
Dopo 1 000 anni, invece, eccoci qui ai piedi della Madre, pronti a portare la conoscenza volutamente celata. Ma nulla si crea e nulla si distrugge, tantomeno lo spirito. Ora lavoriamo su noi stessi, amando noi stessi e il prossimo. Così almeno diceva il Kristo.
Questo è il grande cambiamento dell’umanità. Le coscienze cambieranno e saranno le donne nuove che spingeranno i loro figli maschi fuori dal nido per essere guerrieri nello spirito e nell’amore e non come è stato fatto finora, purtroppo, per un senso di protezione o altro.
L’attuale generazione di maschi non ha nulla del vero maschio, solo il nome. Le nuove donne, invece, sono e saranno consapevoli del loro potere innato: essere il trait d’union dell’umano con il divino. Non più oggetto dell’imbecille o del carrierista di turno esse cercheranno il loro potere e il vero Amore. Così avremo dato vita ad una nuova umanità.

Che le benedizioni della Madre Sri Rajarajeshwari siano la linfa per tutti noi, per una nuova era di unità, di pace… ma no, di solo Amore perché è tutto.
Marioji
P.S. Grazie di cuore alla persona che mi ha ispirato questo scritto.