IL SOFFIO

da "Il Soffio" N°35 - Novembre 2008
ORA, ADESSO, LA MADRE CI
PARLA
Non pensate a domani, al dopo, agite
ora, adesso. Quando non agite o rinviate a domani, perdete potere.
Quando pensate che se non vi realizzate in questa vita sarà
per la prossima, o cose del genere, pensate a Kristo che non
ha mai parlato del dopo, né tantomeno della prossima
vita. Ora, adesso siamo qui assieme, e vi assicuro che questa
esperienza è unica, totale, pertanto non fatevi prendere
dall'ansia di non farcela. Abbiamo già concretizzato
e sperimentato la nostra divinità. Non giocate con l'esistenza,
l'abbiamo già fatto tante altre volte. Siate responsabili
di voi stessi.
Io non cerco proseliti ma vi parlo
solo di amore. È per questo che a volte non mi capite.
L'amore è totalità incomprensibile, è arresa,
è responsabilità di noi stessi. Essere responsabili
di noi stessi significa essere responsabili del prossimo. O
comprendiamo che siamo nati per essere felici, oppure continuiamo
la nostra vita nel dolore e con la solita croce da portare.
Impariamo a non farci distruggere: siamo il tempio del Sé
divino. Non poniamo la nostra gioia nella sapienza degli esseri
umani, ma nella nostra Madre divina. Lei e noi siamo uno.
Il mondo, la vita, l'amore, la morte, il passato e il presente
tutto ci appartiene di diritto. Non abbiamo nessuna colpa, nessun
peccato, se non quello di aver paura di conoscere la forza misteriosa
dell'esistenza. La forza è collegata all'energia innata
nell'uomo, che nasce grazie a quella forza o energia sessuale,
e vive e si proietta nel futuro grazie a quella forza o energia
sessuale. Ma non la conosciamo e ne abbiamo paura perché
è l'unica forza che ci fa capire chi siamo. Possiamo
nasconderci in mille modi, ma quando abbiamo a che fare con
lei, "l'energia delle energie", non possiamo più
nasconderci, siamo ciò che siamo. Più ci lasciamo
andare, più raggiungiamo l'unione uomo-Dio. Tutti i freni
inibitori, che generalmente ci bloccano, non ci permettono di
riuscire a sperimentare la parte nascosta di noi e dell'altro.
Quando si ama, si ama al di là del sesso, e l'amore è
totale, completo, unico perché sorge come il sole e la
luna e genera la fusione umano-divina: D.io-Madre e Padre. Avviene
così l'unità. Se sappiamo usare i cinque sensi
e li lasciamo agire, essi ci porteranno alle più alte
cime orgasmiche umane e divine. L'altra metà di noi diventerà
noi stessi. Finalmente realizzeremo D.io-Madre e Padre in noi
stessi, esseri umani e divini.
Shakti, il principio creativo, la realtà
suprema, l'energia universale conosciuta con il nome di Devi,
la luce splendente, in India, fortunatamente, è venerata
da 20 000 anni prima di Kristo dalla civiltà Harappa
nei culti della fertilità, dell'amore, della vita, della
salute, dell'intelligenza, della fortuna. È sempre lei,
la Devi, la grande Madre, la prima creazione, ad essere oggetto
di culto.
Si nasce due volte: la prima dal grembo materno, la seconda
dal rituale, puja, darshan, conoscendo e sperimentando l'innalzamento
dell'energia sessuale o Kali.
Shakti e Shiva si uniscono e in un orgasmo cosmico danno vita
all'intero universo. Queste due energie in realtà sono
una, ed è ciò che noi umani dobbiamo realizzare.
Grazie alla conoscenza e all'amore comprendiamo che siamo una
unità "uomo-creazione".
Ogni entità femminile o maschile è manifestazione
di Shakti. Shakti si manifesta più fortemente nella femmina,
colei che genera la vita. Nel corpo di ogni donna esistono tutti
i centri di pellegrinaggio: nella yoni possiamo onorare Brahma-il
creatore; nei seni Vishnu-il preservatore; nella testa Shiva-la
coscienza pura. Conoscendo questo possiamo andare al di là
del maschile e del femminile. Sperimentando la propria identità
ci accingiamo a raggiungere l'unità, accettando sia il
maschile che il femminile di ciascuno di noi, e così
otteniamo la salute spirituale o conoscenza sacra.
Tutte le iniziazioni tendono ad essere perpetrate
nelle grotte, in particolare dove vi si entra attraverso un
tunnel, nel quale l'iniziando è costretto a camminare
carponi o a strisciare. Simbolicamente è il canale di
nascita e rinascita per il chela.
La yoni è rappresentata simbolicamente dal fiore di loto.
E come questo non viene "sporcato" dal fango, così
la stessa yoni resta pura e non viene "sporcata" da
alcuna azione. La donna, nel suo ciclo e unita al ritmo lunare,
genera, cosciente del suo collegamento fra il mondo di sopra,
cielo-aria-etere e il mondo di sotto, terra-fuoco-acqua.
Il corpo è il teatro dove si svolge il dramma psico-cosmico-ridicolo
di maya, l'illusione. È il teatro dove i chakra e i corpi
sottili conducono all'unità uomo-D.io, attraverso le
"esperienze della vita".
La diffusione del culto alla Madre ha mantenuto
nei millenni la libertà di autonomia della donna. Malgrado
il maschilismo sfrenato delle religioni, nel profondo del cuore,
uomini illuminati e donne sacre hanno custodito e tramandato
questo segreto.
Chiamale streghe, sante, Devi, Madri, o altro, sono loro, le
donne, che grazie alla Shakti spingono gli uomini "fra
le braccia di Dio". Chi non ha mai pregato per la propria
donna nel suo intimo?! Chi non l'ha mai fatto "scagli la
prima pietra".
Ora è tempo che questa donna non sia più un oggetto,
ma sia la nostra Devi, e forse la salvezza dell'umanità
futura. Ricordiamo un detto di Tagore: "Lo sforzo di mille
anni vale la pena pur di vincere il cuore di una donna."
Lei è sole, luna, fuoco e per metà è Shiva
o Ha (lettera che in sanscrito significa Shiva).
Seduta sopra Purusha, il principio maschile, gode la penetrazione
e crea nuova vita. Lei, la Devi, ha portato l'universo ad esistere.
Se Shakti e Shiva sono uniti, Shiva esercita il suo potere latente
per diventare D.io, altrimenti rimane in uno stato di attesa
passiva. Dove la donna tende all'unità, l'uomo tende
alla separazione.
Solo diventando Shiva, o uomo divinizzato, l'uomo si fonde con
Devi nell'unità dell'amore. Per questo l'uomo cerca D.io
con costanza, iniziando dall'esterno, da religioni, sette
La donna iniziata, invece, comprende subito la sua origine divina
e a lei poco importa del resto. Lei sa che può creare
l'uomo, solo lei sa che può gioire della creazione.
Nei testi sacri, sia Shiva che Krishna dicono:
"Io, il Signore di tutto, senza di te sono solo un corpo".
E Krishna dice a Rama: "Senza di te sono esanime in tutte
le mie azioni". Kristo stesso senza le pie donne, Maddalena,
Maria e le "sorelle", cosa avrebbe fatto da solo con
quei quattro maschilisti incalliti che tuttora ci troviamo tra
i piedi?
Lei, Devi, nella forma di Durga, Kali, la fulgida energia cosmica,
guardiana dell'universo, pronta ad intervenire mantenendo l'equilibrio
cosmico nella interminabile battaglia fra il bene e il male,
fra conoscenza e ignoranza, fra intelligenza e cultura, verità
e bugia, oppressore e oppresso, lei, Devi, distrugge gli aggressori
e gli oppressori del suo popolo o i suoi devoti. Accoglie il
sorgere dell'amore. Se Shiva fosse sopra Devi sarebbe una possessione
o violenza alla divinità.
Nel simbolismo Shivaita troviamo lei, la Devi, nella forma di
yoni e lingam che rappresentano l'atto sessuale: visto con occhi
umani, è una penetrazione, visto dagli iniziati e dai
mistici è un sorgere. Questo è il mistero dell'energia
sessuale. Se sorge è D.io, se è penetrazione è
una possessione momentanea, una perdita di energia. Se sorge
è uno scambio di energia, di amore e di consapevolezza.
L'asana dell'atto d'amore dice tutto: lei, Devi, sta seduta
sopra.
A te la comprensione suprema. Sappi che tutti
i "no", le proibizioni, l'oscurantismo, i dogmi, i
sensi di colpa sono stati inventati perché tu non ti
avvicinassi a questo potere innato in ogni uomo.
La caccia alle streghe era, in verità, la caccia alla
conoscenza. Nessuno doveva sapere di questo potere dell'uomo.
Chi ne aveva la conoscenza veniva bruciato, semplicemente perché
la chiesa riteneva che bruciando il corpo si estinguesse anche
lo spirito.
Dopo 1 000 anni, invece, eccoci qui ai piedi della Madre, pronti
a portare la conoscenza volutamente celata. Ma nulla si crea
e nulla si distrugge, tantomeno lo spirito. Ora lavoriamo su
noi stessi, amando noi stessi e il prossimo. Così almeno
diceva il Kristo.
Questo è il grande cambiamento dell'umanità. Le
coscienze cambieranno e saranno le donne nuove che spingeranno
i loro figli maschi fuori dal nido per essere guerrieri nello
spirito e nell'amore e non come è stato fatto finora,
purtroppo, per un senso di protezione o altro.
L'attuale generazione di maschi non ha nulla del vero maschio,
solo il nome. Le nuove donne, invece, sono e saranno consapevoli
del loro potere innato: essere il trait d'union dell'umano con
il divino. Non più oggetto dell'imbecille o del carrierista
di turno esse cercheranno il loro potere e il vero Amore. Così
avremo dato vita ad una nuova umanità.
Che le benedizioni della Madre Sri Rajarajeshwari
siano la linfa per tutti noi, per una nuova era di unità,
di pace
ma no, di solo Amore perché è tutto.

Marioji
P.S. Grazie di cuore alla persona che mi ha ispirato
questo scritto.